Pur mantenendo il plot originario, il testo è stato adattato per stemperare le lunghe parti di humor inglese: il risultato è una commedia briosa, spiritosa, dal ritmo incalzante e piena di colpi di scena.
Valere per quello che sembri o per quello che sei? E’ più importante la forma o il contenuto? E’ una delle domande che spesso ci facciamo, a cui è difficile dare una risposta chiara e definitiva. Ci ha provato anche lo scrittore e drammaturgo Oscar Wilde con l’opera “l’importanza di chiamarsi Ernesto“: una delle sue più popolari e conosciute commedie dell’autore inglese.
Due giovani ragazze si innamorano di Algernon e di Jack, due scapestrati che fanno credere a tutti di chiamarsi Ernesto. Lo stratagemma del nome, consente loro di poter condurre una doppia vita: morigerata ed integerrima in casa, dissoluta e spregiudicata con gli amici e soprattutto con le donne. Tutto precipita però quando le due ragazze scoprono l’inganno: l’eterno amore che si erano vicendevolmente scambiati, si tramuta in altezzoso inspiegabile distacco …
“Seppur dai tratti solo apparentemente leggeri e garbati, questa commedia, a 120 anni dalla sua prima rappresentazione, è quanto mai straordinariamente contemporanea”